Le cinque fonti e i custodi del silenzio

Le cinque fonti e i custodi del silenzio

Ho imparato ad addentrarmi negli ampi spazi dell’anima, a trovare il coraggio di sondare le infinite solitudini che albergano dentro ciascuno di noi -spazi dell’Assoluto e, come tali, terreno di straordinarie scoperte interiori- camminando lungo i sentieri delle mie montagne e respirando a pieni polmoni nei boschi immensi della quiete. Era un inverno complicato, avevo lasciato l’ennesimo posto di lavoro a tempo indeterminato e un passato sospeso, mai compreso e accettato pesava malamente sulle mie giornate. Avevo deciso di affittare tutto l’anno una casa in montagna e cercavo di trascorrere il maggior tempo possibile da sola, perché sentivo

Storia di Federica – Video 5 – La rinascita

Storia di Federica – Video 5 – La rinascita

Come si fa a perdonarsi? Come si fa a sentire di meritare una vita senza dolore e poter essere liberi? “L’accettazione è l’antitesi della negazione e del controllo. E’ la disponibilità ad accogliere la realtà per quella che è.” L’anoressia viene chiamata anche la patologia del mancato sguardo. Per quanto riguarda Federica sembra che lo sguardo mancato sulla sua autenticità sembra quello del padre ma, come giustamente dice Federica, non si condanna nessuno, non siamo in un tribunale; una volta messi in ordine pensieri ed emozioni, accadimenti e relazioni, si può dare un senso, un significato nuovo alla

Storia di Federica – Video 4 – Il dolore

Storia di Federica – Video 4 – Il dolore

Depone l’arma della rabbia, Federica, ed esce il dolore. La malattia, l’anoressia è una sindrome fatta da un insieme di sintomi.Prima che si manifesti con il suo rigore e la sua rigidità, c’è un dolore insostenibile e sordo che lacera dentro. L’anoressia, ovvero, il controllo permette di tenere a bada questa paura di crollare come l’argilla.Il disturbo alimentare si costruisce sul dolore esistenziale per non sentirlo, perché non si hanno altri strumenti più “evoluti” per reggerlo e per confrontarsi. Per questo, entrare in contatto, dentro di sé, con il dolore significa già aver fatto il primo passo di

Storia di Federica – Video 3 – Il tempo della rabbia

Storia di Federica – Video 3 – Il tempo della rabbia

“Perché proprio a me? Che cosa ho fatto di così tanto grave per meritarmi tutto questo?” si chiede Federica. L’anoressia, da  “rifugio”  diventa una “pena”come lei stessa la descrive. Il sentimento della rabbia è il passo prima del dolore. Le cause? E i fattori che hanno generato una malattia come l’anoressia? La rabbia è una difesa dal dolore che si muove dentro come il magma,che si muove sotto terra e che, prima o poi, emerge ma che fa tanta, tantapaura. Ritornare  a vivere richiede grandissima motivazione, grandissimocoraggio.

Storia di Federica – Video 2 – Il tempo della negazione e del rifiuto

Storia di Federica – Video 2 –  Il tempo della negazione e del rifiuto

Federica, 47 anni di cui  25 di convivenza con la malattia, ha  toccato un peso di 29 kg per 1 M e 57 cm di altezza, con  un ricovero nel 1994 di circa due settimane nel  Reparto di Medicina degli Ospedali Civile di Brescia. Oggi che si sente in una nuova vita, con un nuovo significato e ha voluto condividere la sua personale esperienza con la malattia descrivendola in base a delle “tappe” delle “fasi” mai statiche ma evolutive, che si sono sviluppate lungo un processo umano importante. Oggi parla dell’anoressia quasi come di un’esperienza “liberatoria”. Attualmente fa

Storia di Federica – Video 1 – Il mio cammino di liberazione dal disturbo alimentare: l’anoressia

Storia di Federica – Video 1 –  Il mio cammino di liberazione dal disturbo alimentare: l’anoressia

L’anoressia è una gabbia dove IO HO SCELTO di rinchiudermi! IO NE VOGLIO USCIRE VERAMENTE. La creatività, energia rivitalizzante per Federica, l’ha riportata in contatto con la vita. L’incontro con i bambini ha rimesso in contatto Federica con la “sua” parte bambina, quella bambina spaventata che si portava con sé un forte sentimento d’inadeguatezza e svalore . Prendersi cura dei bambini le ha permesso di prendersi cura di questa parte di sé sofferente e senza voce, che “urlava” d’ essere ascoltata ma da chi?  Da Federica stessa! Attraverso la relazione terapeutica queste due parti hanno iniziato a parlarsi,