Il Microbiota intestinale è il nostro secondo cervello all’interno del quale avviene un vero e proprio sistema regolatore. I disturbi che si verificano a livello del microbiota intestinale possono essere curati e risolti attraverso il training autogeno: un metodo che comporta l’abbassamento della soglia di sensibilità dell’intestino allo stress, reindirizzando i nostri sentimenti per essere elaborati a livello mentale e meno nell’intestino.


Hai presente quando si dice che le emozioni, le sensazioni, gli stati ansiosi, le preoccupazioni si possono sentire nella pancia?
Bene, anzi male! Proseguendo con la lettura capirai il perché.
L’intestino e il cervello comunicano tra loro tramite una grande autostrada che si chiama nervo vago dove transitano tutti gli stimoli nervosi ed emotivi tra cui lo stress, uno degli stimoli più importanti che cervello e intestino affrontano insieme. Quando il cervello si trova a dover affrontare alcune emergenze come la rabbia, la fretta, l’angoscia, richiede più energia proprio all’intestino che benevolmente gli concede. Questa modalità non deve cronicizzarsi altrimenti anche l’intestino ne risente: ci sentiamo stanchi, inappetenti e insorge la diarrea. In questo caso si parla di intestini irritati, morbo di Crohn, colite ulcerosa, vere e proprie malattie che formano delle ferite nell’intestino sollecitato da irritabilità, ansia, depressione.


L’intestino ha un proprio cervello (un proprio DNA) che, se sano, elabora direttamente tutti i segnali di digestione. Quando, invece, persiste uno stato infiammatorio dell’intestino, magari a lungo trascurato, una cattiva flora batterica oppure intolleranze alimentari trascurate, si possono instaurare stati ansiosi e depressivi.


L’utilità di rafforzare la soglia fra intestino e cervello scarica a livello mentale e fisico quello stato di tensione che aggrava la sintomatologia. Le situazioni di stress causano sintomi somatici proprio come nausea, stipsi, diarrea, meteorismo.


A venire in aiuto è il Training autogeno abbassando la soglia di sensibilità dell’intestino allo stress e reindirizzando i nostri sentimenti che vengono elaborato a livello mentale allontanandosi dall’intestino.
Traning autogeno significa “allenamento che si genera da sé”. Nato nel 1932, dal suo fondatore dr. Johannes Heinrich Shultz, è una tecnica di rilassamento basata sulla respirazione diaframmatica, definita metodo clinico psicoterapico, nello specifico inserito nell’ambito delle psicoterapie psicosomatiche dove vengono trattati, con successo, disturbi funzionali di tipo neurovegetativo tra cui disturbi intestinali, cefalee, disturbi del sonno, alcune forme di nevrosi come le fobie.


QUANTO DURA?

Il percorso è di breve durata, circa 15 sedute, personalizzato in base al tipo di problema e soprattutto della persona che lo necessita. E’ un lavoro che si svolge in studio, con il terapeuta, ma prevede un esercizio giornaliero a casa della durata di circa 20 minuti, diviso in 7 fasi di rilassamento profondo che producono modificazioni fisiologiche (messa a riposo del sistema neurovegetativo) e psichiche (ristrutturazione della personalità). La persona che utilizza il training autogeno ne trae quasi immediatamente sollievo e continua a mantenere una dimensione di autonomia