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Tutti sappiamo quanto faccia bene mangiare correttamente, (alimento nutriente e non kilocalorico), praticare sport, mantenersi in uno stato di benessere psicofisico, eppure capita frequentemente che non si faccia nulla, o quasi, per passare dalla teoria alla pratica.
Perché? Perché capire è diverso che assimilare un concetto, farlo proprio con un linguaggio intimo che comprendiamo. Razionalizzare ciò che è giusto per la nostra salute non è detto che corrisponda al sentire dentro di noi che è altrettanto giusto.
Un esempio utile è sul fumo; tutti sappiamo che fumare fa male eppure quante persone fumano? Moltissime! Eppure che il fumo sia nocivo per la salute è risaputo ma NO SMOKING non è ancora diventato una norma basilare dello stile di vita. Perché?
Fumare viene associato a un COMPORTAMENTO DI PIACERE, piace fumare, è legato a delle abitudini, ai rituali, ma è un comportamento estemporaneo, invece il BENESSERE è uno stato prolungato che coinvolge l’essere umano in tutti i livelli della sua vita: Alimentazione, Sport, Rilassamento Mentale, Relazioni con gli altri, il Rapporto con il proprio corpo….

Quindi raggiungere e mantenere lo stato di benessere richiede costanza e fatica e ci si allontana temporaneamente dallo stato di piacere e soddisfazione immediato; ma come il saggio dice:
“Ciò che si raggiunge velocemente altrettanto velocemente sfuma e ciò che si raggiunge faticosamente dura più a lungo….”
Il passaggio mentale è dal piacere estemporaneo al benessere duraturo, dalla temporaneità alla stabilità. Consapevolezza uguale benessere: significa dare spazio alla creatività, ovvero godere di quello che si fa.
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