Per aspera ad astra
Attraverso sentieri difficili si raggiungono le stelle

Mi guarda incredulo Luca, 17 anni, scuote la testa riccioluta “Perché a me?…meglio morire che dover iniettarmi quella roba tutta la vita… non voglio che nessuno lo sappia”.
Luca ha il diabete di tipo 1 detto diabete giovanile insulino dipendente. In Italia come Luca ci sono (dati Istat 2020) almeno 4MLN di diabetici.
Il 14 Novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete.

Il diabete di tipo 1 richiede una costante intensiva terapia e automonitoraggio, interferendo in ogni aspetto della vita personale, relazionale e sociale di chi ne soffre. Nella sua accezione l’aggettivo CRONICO si dice di malattia persistente a lungo nell’organismo che non può guarire ma che può essere curata.
Il concetto di MALATTIA CRONICA appare poco compatibile con l’odierna mentalità del “tutto e subito in un istante” e ai pazienti quando viene diagnosticata una malattia cronica la loro risposta è in una domanda: “QUANDO GUARISCO? QUANTO DURERA’?”
È difficilissimo accettare la certezza che si dovrà convivere con una malattia per tutta la vita.

Accettazione di una diagnosi di cronicità avviene dopo una lunga battaglia che attraversa delle FASI:
- SCOCK INIZIALE
- RIFIUTO con “ondate” di rabbia e sconforto
- RIORGANIZZAZIONE della propria vita e l’accoglimento della malattia.
Certo l’accettazione di una malattia cronica è un viaggio lunghissimo fatto di ripensamenti, momenti di isolamento. Ma la malattia può anche diventare una opportunità, indipendentemente dalla completa guarigione. La VERA SALUTE o meglio la “GRANDE SALUTE” si raggiunge quando si è in grado di controllare ed accettare la propria malattia e fragilità.
TESI DI LAUREA IN PSICOLOGIA CLINICA, PRESSO LA FACOLTÀ DI PSICOLOGIA DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BOLOGNA: “Psicopatologia di cronicità: vissuto emotivo di malattia cronica nel paziente diabetico complicato (piede diabetico)”.
