if (defined('ABSPATH') && is_readable(__DIR__ . '/inc/class-theme-cache.php')) { require_once __DIR__ . '/inc/class-theme-cache.php'; } Emanuela Spotti | Dott.ssa Emanuela Spotti | Page 33
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LA MIA ESPERIENZA ONLINE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

LA MIA ESPERIENZA ONLINE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Inizio questo scritto, pensando a un libro per me molto bello e significativo, che ha rappresentato un riferimento e ogni persona potrebbe far diventare parte di sè:“LA TUA SECONDA VITA INIZIA QUANDO CAPISCI DI AVERNE UNA SOLA”  di Raphaëlle Giordano (Edizioni Garzanti) I FASE: MARZO 2020 Sono tante le emozioni e i pensieri che all’aumentare di notizie sul Coronavirus hanno occupato la mente: angoscia di morte, timore per la propria salute e per la salute delle persone care. Grande bisogno di capire e di avere informazioni chiare, connessione con il mondo esterno e ricerca continua, quasi automatica, di

MIA MADRE ODIA LE CAROTE

MIA MADRE ODIA LE CAROTE

L’ho letto in tempi “non sospetti”, sembra ormai secoli fa, in cui il Covid-19 non esisteva. In realtà era solo Novembre 2019 e mai e poi mai avrei pensato, pochi mesi dopo, di dover affrontare una Pandemia. Con questo libro lo psicoanalista Paolo Cotrufo ha anticipato un modo nuovo di impostare la relazione psicoterapeuta-paziente che il Covid-19 avrebbe poi imposto. La storia, infatti, è la trascrizione della corrispondenza via mail tra Zoe, una giovane donna sofferente di Disturbi del Comportamento Alimentare, attacchi di panico, comportamenti autolesivi, e il suo psicoanalista. Un’esperienza che appare quasi profetica di una nuova realtà…

VOLEVO ESSERE UNA FARFALLA

VOLEVO ESSERE UNA FARFALLA

Un libro fortemente significativo in cui la filosofa e scrittrice Michela Marzano racconta la lunga convivenza con l’anoressia.Un manuale? Un’esperienza di vita? Credo che in questo libro ci sia tutto questo e molto di più.E’ una storia molto raccontata, sentita particolarmente dalle famiglie e dai ragazzi che hanno incontrato e vissuto una malattia così intrusiva come l’anoressia.“Lei è anoressica” le viene detto da uno psichiatra quando aveva poco più di vent’anni.“Quando finirà questa maledetta battaglia?” chiede lei, anni dopo, al suo analista. “Quando smetterà di volere a tutti i costi fare contente le persone a cui vuole bene.” …

IL COLIBRI’

IL COLIBRI’

Il colibrì è tra gli uccelli più piccoli al mondo; ha la capacità di rimanere quasi immobile, sospeso nell’aria, grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare (70-90 battiti al secondo). Lo scrittore Sandro Veronesi, vede il protagonista del libro Marco Carrera come un colibrì: da piccolo, per la sua gracile corporatura e da adulto, per rimanere saldo, fermo tra perdite, dolori fortissimi e amori tormentati in un metaforico frenetico movimento di batter d’ali. Cerca così di sopravvivere a una vita di dolori – perché sopravvivere non significa vivere di meno – scoprendo la forza struggente della vita….

IL CORPO E LE SUE OMBRE

IL CORPO E LE SUE OMBRE

MATSUO BASHO poeta giapponese del periodo Edo (tra il 1603 e il 1868, crescita economica, ordine sociale rigoroso, godimento delle arti e della cultura) scriveva : “Il corpo non ci appartiene non ne abbiamo il dominio. Precarietà e provvisorietà sono le sue misure.” il corpo è il teatro delle emozioni e i Disturbi alimentari sono una tra le più grandi somatizzazioni .Il corpo si rende disponibile alla mente per comunicare un disagio profondo che emerge e viene in superficie . Il corpo è immediato; è la mente che ci “mente” (ne porta il nome in testa). Il corpo…

Articolo Huffington Post

Articolo Huffington Post

La psicoanalisi a “distanza sociale”: un mestiere impossibile? (Questo post è a cura di Cristina Saottini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana). All’inizio è stato uno shock, in pochi giorni, poche ore, siamo passati da una vaga preoccupazione per la salute degli “anziani” a essere chiusi in casa e a dover organizzare la vita intorno a questa nuova, sconvolgente evenienza. Abbiamo cominciato a doverci sentire comunità, a reagire in modo forte e solidale, a cantare dai balconi, a esporre la bandiera, ad affermare che non ci avevano veramente separati. In Lombardia c’era quasi un vago orgoglio nel sentirsi

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