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	<title>emanuela spotti &#8211; Dott.ssa Emanuela Spotti</title>
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	<description>Psicologa - Cremona</description>
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		<title>Il crollo degli stereotipi: ma allora la felicità dov’è?</title>
		<link>https://www.emanuelaspotti.it/il-crollo-degli-stereotipi-naip/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Spotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2020 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[conformarsi alla massa]]></category>
		<category><![CDATA[emanuela spotti]]></category>
		<category><![CDATA[naip]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[xfactor]]></category>
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					<description><![CDATA[“Sono le quattro e mezza del mattino sono troppo triste e il dj non mi parlerà…Sembra avere tutto chiaro questo scemo, sembra sempre una sola la realtà! Qui non hai il diritto di non essere felice, di non sentirmi vivo nella mediocrità che mi propini…”

N.A.I.P fan degli Afterhours omaggia Manuel Agnelli (non solo uno dei giudici di questa edizione, ma anche autore e cantate della canzone dentro l’album – Non è per sempre), ma è anche un modo per raccontare qualche cosa di sé e di tutte quelle persone che hanno creduto che allinearsi ed appartenere ad uno stereotipo che la società ci propone significa sentirsi accettati, al sicuro…]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>

<p>N.A.I.P. (acronimo di Nessun Artista In Particolare) concorrente a XFactor 2020 canta &#8216;Milano circonvallazione esterna&#8217;:</p>



<p>Per vedere il video Clicca qui: <a href="https://video.sky.it/xfactor/puntate/video/naip-milano-circonvallazione-esterna-afterhours-semifinale-634422">https://video.sky.it/xfactor/puntate/video/naip-milano-circonvallazione-esterna-afterhours-semifinale-634422</a></p>



<figure class="wp-block-embed-spotify alignleft wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Spotify Embed: Milano Circonvallazione Esterna - Live" width="300" height="380" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" src="https://open.spotify.com/embed/track/07YFrlgaO90XusaF12KWxj?si=xcAq3Tx6R6--UqSzlNqffQ"></iframe>
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<p>“Sono le quattro e mezza del mattino sono troppo triste e il dj non mi parlerà…Sembra avere tutto chiaro questo scemo, sembra sempre una sola la realtà! Qui non hai il diritto di non essere felice, di non sentirmi vivo nella mediocrità che mi propini&#8230;&#8221;</p>



<p><br>N.A.I.P fan degli Afterhours omaggia Manuel Agnelli (non solo uno dei giudici di questa edizione, ma anche autore e cantate della canzone dentro l’album &#8211; Non è per sempre), ma è anche un modo per raccontare qualche cosa di sé e di tutte quelle persone che hanno creduto che allinearsi ed appartenere ad uno stereotipo che la società ci propone significa sentirsi accettati, al sicuro…</p>



<h2 class="wp-block-heading"><span style="color:#78b82a" class="has-inline-color">Ma anche stare bene?</span></h2>



<p>Molte persone sono convinte che starebbero benissimo se appartenessero all’idea, forse ideale che la società ci propone di benessere e felicità. È proprio nella distanza, nella discrepanza che si crea tra la realtà, di come noi siamo e la rappresentazione di come dovremmo essere per appartenere ad un modello di successo, che ci fa stare male.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><span style="color:#78b82a" class="has-inline-color">Il motivo prosegue&#8230;</span></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“… E se volessi modificare il mio viso e ripartire da zero&#8230; Ma sarebbe arrendersi a quello che non sono, non sentirmi libero di non essere felice, di non sentirmi vivo ma non sono meno vivo.”</p></blockquote>



<p>L’essere umano è complesso e come tale va visto e non ridimensionato in un modello che per molti può anche fungere da coperta di Linus ma che spesso toglie l’espressione a personalità più ricche.</p>



<p>Ci sono persone che sperimentano una solitudine interiore perché non si sentono rappresentati dal cliché che la società propone, o meglio compresi. Sentirsi profondamente soli può significare il non appartenere a nulla anche se si hanno contatti sociali e relazioni.</p>



<p>Spesso utilizziamo uno stereotipo&nbsp;per valutare una persona, perché è più comodo, è una scorciatoia mentale che si basa sull’ipotesi che chi rientra in una determinata categoria avrà probabilmente le caratteristiche proprie di quella categoria. Quindi da una parte è una persona rassicurante, il diverso a volte spaventa ed è fuori controllo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><span style="color:#78b82a" class="has-inline-color">Qui si apre la seconda domanda:</span></h2>



<p>Ma la complessità che e’ espressione di ricchezza e unicità ed è la differenza che spicca in una società che ci vuole omologati, perchè dovremmo limitarla? Nasconderla? Come se ce ne vergognassimo?</p>



<p>N.A.I.P a XFactor è il diverso, ma porta un movimento di innovazione sul palco, da alcuni visto come geniale. Nelle prime puntate dello show, nella classifica Spotify Italia N.A.I.P. era il meno ascoltato e il meno capito, oggi è stato definito geniale, un uomo con le “palle d’acciaio” che ha il coraggio di mostrarsi per quello che è.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="880" height="494" src="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2020/12/1604012303_naip-attenti-al-loop-primo-live_videostill_1.jpg" alt="" class="wp-image-1042" srcset="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2020/12/1604012303_naip-attenti-al-loop-primo-live_videostill_1.jpg 880w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2020/12/1604012303_naip-attenti-al-loop-primo-live_videostill_1-300x168.jpg 300w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2020/12/1604012303_naip-attenti-al-loop-primo-live_videostill_1-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" /></figure>



<p>La canzone prosegue</p>



<p>“Perchè non posso dirti di non essere felice? Non sono meno vivo, non sono meno vivo”. Ultima riflessione che è anche una apertura.</p>



<p><strong>In questo tempo dove gli stereotipi esistiti fino al 21 Febbraio 2020 sembrano scalzati, la direzione sembra essere sempre più incerta, i binari paralleli dentro ai quali ci siamo mossi in questi anni si sono biforcati forse è proprio nella diversità e nella creatività e nell’innovazione dove si possono trovare nuove risposte, nuove direzioni, nuove opportunità, meno omologati ad un modello che sembra sempre più fragile e creare un nuovo significato di felicità.</strong></p>
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		<title>Recensione del film: SPLIT</title>
		<link>https://www.emanuelaspotti.it/split/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Spotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo della personalitÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo dissociativo]]></category>
		<category><![CDATA[emanuela spotti]]></category>
		<category><![CDATA[James McAvoy]]></category>
		<category><![CDATA[recensione film]]></category>
		<category><![CDATA[split]]></category>
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					<description><![CDATA[SPLIT: thriller psicologico del 2016, ispirato alla figura di Billy Milligan, criminale statunitense affetto da Disturbo Dissociativo dell’Identità.

Questo tipo di  malattia mentale chi ne soffre avverte la presenza di più identità distinte dentro di sé con un proprio modo di pensare e di relazionarsi. Sicuramente eventi, traumi infantili ne determinano l’evoluzione di questa psicopatologia.  In questi giorni SPLIT avendo ritratto il protagonista (interpretato da James McAvoy) come un predatore aggressivo, ha aperto un vero dibattito...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>

<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="SPLIT di M. Night Shyamalan con James McAvoy - Trailer italiano ufficiale" width="700" height="394" src="https://www.youtube.com/embed/qkrwiM5pyCw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
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<p><strong>SPLIT: thriller psicologico del 2016</strong>, ispirato alla figura di Billy Milligan, criminale statunitense affetto da Disturbo Dissociativo dell’Identità.</p>



<p>Questo tipo di&nbsp; malattia mentale chi ne soffre avverte la presenza di più identità distinte dentro di sé con un proprio modo di pensare e di relazionarsi.&nbsp;Sicuramente eventi, traumi infantili ne determinano l’evoluzione di questa psicopatologia.&nbsp;</p>



<p>In questi giorni SPLIT avendo ritratto il protagonista (interpretato da James McAvoy) come un predatore aggressivo, ha aperto un vero dibattito. È errato leggere il disturbo dissociativo in questo modo,&nbsp;perché dà una visione distorta di chi soffre di questo grave disturbo che oltretutto porta ad invalidità e a tentativi suicidari.</p>



<p>A oggi è aperta una petizione e sono state raccolte più di 1500 firme per richiedere la cancellazione di Split. &nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><span style="color:#78b82a" class="has-inline-color">Ma la domanda che si apre è:&nbsp;DOVE ABITA IL MALE?&nbsp;</span></strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="960" src="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2024/04/image2.jpeg" alt="" class="wp-image-2874" srcset="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2024/04/image2.jpeg 960w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2024/04/image2-300x300.jpeg 300w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2024/04/image2-150x150.jpeg 150w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2024/04/image2-768x768.jpeg 768w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2024/04/image2-270x270.jpeg 270w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2024/04/image2-230x230.jpeg 230w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Jung nel lavoro sugli archetipi descrive <strong>l’ombra </strong>come quella componente dell’uomo che non conosce civiltà, poiché governata da istinti impronunciabili e da impulsi irrefrenabili.&nbsp;</p>



<p>Jung sostiene che ogni archetipo è collettivo poiché queste componenti esistenziali sono alla base dell’esperienza di ogn’uno di noi.</p>



<p>In Split si vede l’ombra “la bestia” che si ribella contro la società che emargina i diversi. Tutti possiamo provare compassione e disgusto verso il personaggio.&nbsp;La sua aggressività ci spaventa.</p>



<p>La diversità che si tratti di malati mentali, immigrati o omosessuali&#8230; la differenza ci impedisce d’incontrare gli altri e la storia che nasconde il protagonista di maltrattamenti e di assenza di una famiglia in grado di capirlo ed accoglierlo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>IL MALE NON È LA PERSONA, IL MALE È IL PRODOTTO DI RELAZIONI INSANE, DI UN ASCOLTO NEGATO, IL MALE È NELLA MISURA IN CUI LA FAMIGLIA NON SI PRENDE CURA DEI BISOGNI DEL FIGLI.</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="754" height="379" src="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2020/12/split-articolo.png" alt="" class="wp-image-1031" srcset="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2020/12/split-articolo.png 754w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2020/12/split-articolo-300x151.png 300w" sizes="(max-width: 754px) 100vw, 754px" /></figure>



<p>Viviamo in una società individualista in cui vengono incoraggiati&nbsp;competizione, individualismo, vince il più forte. Non si da valore alle voci che chiedono aiuto, <strong>quando viene tolto il diritto di vivere e il diritto di esistere può accadere che la persona si rifugi nella parte di sé che odia e disprezza.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><span style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#78b82a" class="has-inline-color">La malattia mentale rende invisibili</span></h2>



<p>Il senso d’esclusione e di diversità di incomprensione che vivono le persone malate e che soccombono all’etichetta. La devianza dalla norma spaventa e ti viene chiesto di vivere come se tu non l’avessi. Il malato mentale è scomodo, apparentemente impenetrabile.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>MA DIETRO ALLA MALATTIA MENTALE C’È SEMPRE E SOLO UN PICCOLO BAMBINO FRAGILE, LASCIATO A LUNGO SOLO SENZA INSEGNAMENTI PER POTER CRESCERE! E’ LUI CHE DOBBIAMO CERCARE NEGLI OCCHI DI UNA PERSONA CHE SOFFRE!!</p>
</blockquote>
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