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	<title>Chi sei &#8211; Dott.ssa Emanuela Spotti</title>
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	<description>Psicologa e Psicoterapeuta - Cremona</description>
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	<title>Chi sei &#8211; Dott.ssa Emanuela Spotti</title>
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		<title>Chi sei? Sono Testa di Medusa</title>
		<link>https://www.emanuelaspotti.it/chi-sei-sono-testa-di-medusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Spotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Chi sei]]></category>
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					<description><![CDATA[«Chi sei?»Con voce cupa, quasi impercettibile, risponde:«Sono Testa di Medusa». «Caspita… faccio quasi fatica a sentirti, eppure non riesco a staccarti gli occhi di dosso.Mi racconti come si vive da Testa di Medusa?» «Certo. Io occupo spazio». «Spazio? In che senso?» «Nella mente delle persone. Le incanto e mi allargo, incanto e divento prepotente, intrusiva». «Detto così, ammetto che mi metti un po’ di timore». «È esattamente il mio scopo: bloccarti nel crescere. Voglio che tu pensi solo a Testa di Medusa, cioè a me. Ti dico io a cosa pensare, con quale frequenza e intensità. Sono la]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-3127" srcset="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-819x1024.jpeg 819w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-240x300.jpeg 240w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown-768x960.jpeg 768w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/12/Unknown.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p>«Chi sei?»<br>Con voce cupa, quasi impercettibile, risponde:<br>«Sono Testa di Medusa».</p>



<p>«Caspita… faccio quasi fatica a sentirti, eppure non riesco a staccarti gli occhi di dosso.<br>Mi racconti come si vive da Testa di Medusa?»</p>



<p>«Certo. Io occupo spazio».</p>



<p>«Spazio? In che senso?»</p>



<p>«Nella mente delle persone. Le incanto e mi allargo, incanto e divento prepotente, intrusiva».</p>



<p>«Detto così, ammetto che mi metti un po’ di timore».</p>



<p>«È esattamente il mio scopo: bloccarti nel crescere. Voglio che tu pensi solo a Testa di Medusa, cioè a me. Ti dico io a cosa pensare, con quale frequenza e intensità. Sono la tua ossessione, come una febbre che sale fino a 40 gradi».</p>



<p>«Caspita, dev’essere difficile condurre una vita così. Perché lo fai?»</p>



<p>«Per avere il controllo. Controllo quella parte della mente che più mi spaventa: i desideri».</p>



<p>«E perché i desideri ti fanno paura?»</p>



<p>«È chiaro: ti rendono libero, ti portano fuori dal solco tracciato, lontano da ciò che conosci, fuori dall’equilibrio che tiene insieme ogni cosa, senza scosse».</p>



<p>«È un pensiero complesso il tuo. I desideri sono sacri, muovono la vita. Ti spingono a crescere, ad esplorare. Altrimenti resti immobile e non onori né la tua vita, né quella dei tuoi genitori».</p>



<p>«Detto così sembra facile, ma non lo è. I miei serpenti incantano per non sentire la paura. Ho tutto sotto controllo. Io ho paura di camminare troppo veloce… e allora rallento e mi rifugio nei pensieri».</p>



<p>«Ho capito! Le meduse sono i pensieri che ruminano di continuo, perché hai paura dei desideri, dei cambiamenti che ti portano fuori dalla tua zona di comfort».</p>



<p>«Sì… vedo che stai comprendendo».</p>



<p>«Ci provo e ti invito a fare altrettanto: prova a osservare la paura come un freno a mano tirato e a guardare ai desideri come la benzina che muove la tua vita. Segui i tuoi ritmi e non spaventarti se, in alcuni momenti – come nell’adolescenza o nell’età adulta – è necessario accelerare. Perché, alla fine, ciò che conta è la danza: un ritmo che ti permetta di respirare, scoprire e accettare che la vita, anche se tu non vuoi, non è sotto il nostro controllo umano. Eppure è proprio lì che si aprono nuovi orizzonti».</p>



<p>«Non ne sono convinto. Le idee che ho in testa sono perfette. Mi sembra che tu voglia convincermi che il controllo è sbagliato».</p>



<p>«Non è ciò che voglio. Ti chiedo di contemplare una nuova prospettiva: io ho il controllo, ma posso anche non averlo».</p>



<p>«Ci penserò».</p>



<p>«Va bene. Ci rivedremo, Testa di Medusa, perché ho capito che dobbiamo trovare insieme una strada percorribile per te».</p>



<p>«Non lo so, non sono convinto che tu abbia capito la magia del controllo: solo sicurezze e certezze!»</p>



<p>«E la fatica? O meglio, l’ossessione? La rigidità? La solitudine? E poi accade l’imprevisto, dove tu non hai il controllo: come fai, Testa di Medusa?»</p>



<p>«Non lo so, non mi è mai accaduto. Invece mi sento sola, perché gli altri si allontanano, o meglio: li pietrifico tutti!»</p>



<p>«Infatti!»</p>



<p>«Fissiamo un nuovo appuntamento, anche se i serpenti che hai in testa un po’ mi inquietano. Non mi pietrificare con il tuo sguardo!»</p>



<p>«Tutti hanno paura di me e dei miei pensieri perfetti: il potere del controllo!»</p>



<p>«Io sono pronta, ho degli antidoti che ti farò provare. Ciao».</p>
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		<title>Chi sei? Sono una nuvoletta</title>
		<link>https://www.emanuelaspotti.it/chi-sei-sono-una-nuvoletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Spotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 12:11:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Chi sei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ciao, chi sei?
Sono una nuvoletta.
Uaoo, che bello! Com’è la vita di una nuvoletta? Immagino una vita …”leggera”.
Insomma… hai presente la frase: “Hai la testa tra le nuvole?!”
Si, certo.
Ecco, io vivo così e non sempre sono stata capita. Sono spesso giudicata.
Come mai?
Mi dicono che vivo al di fuori del tempo meteorologico, che mi estraneo dalla realtà. Ma io vivo con la fantasia di chi sa che, lassù, – o meglio, quassù – c’è sempre il sole, anche oltre i temporali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>

<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/09/Una-nuvoletta-1-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-3120" srcset="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/09/Una-nuvoletta-1-819x1024.jpeg 819w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/09/Una-nuvoletta-1-240x300.jpeg 240w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/09/Una-nuvoletta-1-768x960.jpeg 768w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/09/Una-nuvoletta-1.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size">«Ciao, chi sei?»<br>«Sono una nuvoletta».</p>



<p>«Uaoo, che bello! Com’è la vita di una nuvoletta? Immagino una vita… “leggera”».</p>



<p>«Insomma… hai presente la frase: “Hai la testa tra le nuvole?!”»</p>



<p>«Sì, certo».</p>



<p>«Ecco, io vivo così e non sempre sono stata capita. Sono spesso giudicata».</p>



<p>«Come mai?»</p>



<p>«Mi dicono che vivo al di fuori del tempo meteorologico, che mi estraneo dalla realtà. Ma io vivo con la fantasia di chi sa che lassù – o meglio, quassù – c’è sempre il sole, anche oltre i temporali».</p>



<p>«Fammi capire meglio: è una tua abilità o una difesa?»</p>



<p>«Credo entrambe. So che, quando mamma nuvola e papà nuvola litigano, io me ne vado lontano con la fantasia o, meglio, mi lascio trasportare dal vento più in alto di tutto e di tutti».</p>



<p>«Quindi sei creativa».</p>



<p>«Sì, direi di sì».</p>



<p>«Ma i tuoi litigano frequentemente?»</p>



<p>«Beh, direi ogni giorno, ogni settimana, ogni mese».</p>



<p>«Non deve essere facile per te…»</p>



<p>«No, per niente. Ogni volta che scrollo le spallucce, qualche goccia di pioggia scende dai miei occhi, ma poi me li asciugo e per me torna il sole. Quando si scatenano i temporali tra di loro, per me è l’occasione per salire ancora più in alto. Ho sempre pensato che tutte le mie amiche nuvolette vivessero come noi».</p>



<p>«Invece non è così?»</p>



<p>«Noooo, assolutamente. Quando le mie amichette mi invitano a casa loro per il pigiama party, vedo che i genitori parlano e ridono».</p>



<p>«Capisco. E come ti fa sentire quello che vedi?»</p>



<p>«Triste. Un giorno ho pianto così forte che ho scatenato un vero temporale e mi sono spaventata. Ho pensato che fosse meglio avere la testa tra le nuvole e sognare, scrivere, disegnare».</p>



<p>«Sei davvero una nuvoletta coraggiosa e con mille risorse».</p>



<p>«Sì, ora lo so che sono risorse, ma quando la maestra chiamava la mamma e le diceva: “Questa nuvoletta ha davvero troppo la testa tra le nuvole! È in classe, ma non ascolta, disegna sempre…”»</p>



<p>«La tua insegnante non ha capito il tuo disagio e la tua sensibilità».</p>



<p>«Sì, è vero».</p>



<p>«Come vai a scuola nelle altre materie? Perché immagino che in educazione artistica te la cavi egregiamente».</p>



<p>«Abbastanza bene, ma l’italiano è la mia materia preferita. Scrivo temi meravigliosi».</p>



<p>«Mi incuriosisci: di cosa scrivi?»</p>



<p>«Di tutto, ma soprattutto di ogni paesaggio che vedo, perché dall’alto la vista è strepitosa. Scrivo dei paesaggi del mondo: montagne, ghiacciai, laghi. Ogni luogo ha persone, storie di vita, colori. Strani gli esseri umani».</p>



<p>«In che senso strani?»</p>



<p>«Cioè curiosi. Mi piacciono anche quando sono folli e si distruggono l’un l’altro. Io non li giudico: scrivo solo di loro».</p>



<p>«Uao, quindi oggi fai la scrittrice?»</p>



<p>«Sì, direi scrittrice e illustratrice».</p>



<p>«Beh, complimenti, cara nuvoletta. Avere “troppo la testa tra le nuvole”, come diceva la tua insegnante delle elementari, ti ha permesso di essere te stessa e di trovare la tua libertà».</p>



<p>«Grazie».</p>



<p>«Come si chiama il tuo ultimo libro?»</p>



<p>«L’ho dedicato ai bambini come me: geniali, ma strani, sensibili e diffidenti, con un cuore pieno di amore. Il titolo è: “Bambini nuvola”».</p>



<p class="has-medium-font-size">«Sarà sicuramente un successo. Sono davvero felice di averti conosciuta. Ti sono grata».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Chi sei? Sono un uovo all’occhio di bue</title>
		<link>https://www.emanuelaspotti.it/chi-sei-uovo-allocchio-di-bue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Spotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2025 11:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Chi sei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[«Ciao, chi sei?» «Sono un uovo… ma non uno qualunque: sono all’OCCHIO DI BUE!» «Uaooo, mi sembri orgoglioso! Lo dici con forza e chiarezza». «Sì, è vero». «Come mai? Mi spieghi?» «Certo… mi ci sono voluti anni per mettere dei punti esclamativi. Prima non ci riuscivo.Sono sempre stato timido all’infinito: vomitavo per quanto ero teso ogni volta che conoscevo persone nuove e dicevo sempre di sì, per timore che gli altri non mi volessero con sé.Insomma, ero un uovo strapazzato e non riuscivo a sentirmi al sicuro e bene con nessuno e in alcun posto». «Caspita, non deve]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>

<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/07/Chi_Sei_Uovo-post1080x1350-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3109" srcset="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/07/Chi_Sei_Uovo-post1080x1350-819x1024.jpg 819w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/07/Chi_Sei_Uovo-post1080x1350-240x300.jpg 240w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/07/Chi_Sei_Uovo-post1080x1350-768x960.jpg 768w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/07/Chi_Sei_Uovo-post1080x1350.jpg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size">«Ciao, chi sei?»</p>



<p>«Sono un uovo… ma non uno qualunque: sono all’OCCHIO DI BUE!»</p>



<p>«Uaooo, mi sembri orgoglioso! Lo dici con forza e chiarezza».</p>



<p>«Sì, è vero».</p>



<p>«Come mai? Mi spieghi?»</p>



<p>«Certo… mi ci sono voluti anni per mettere dei punti esclamativi. Prima non ci riuscivo.<br>Sono sempre stato timido all’infinito: vomitavo per quanto ero teso ogni volta che conoscevo persone nuove e dicevo sempre di sì, per timore che gli altri non mi volessero con sé.<br>Insomma, ero un uovo strapazzato e non riuscivo a sentirmi al sicuro e bene con nessuno e in alcun posto».</p>



<p>«Caspita, non deve essere stato facile per te vivere come uovo strapazzato».</p>



<p>«Per niente… e gli altri, a un certo punto, se ne approfittavano. A forza di dire sempre di sì, mi sentivo stanco e scarico, finché un giorno ho messo dei confini».</p>



<p>«Beh, da quello che dici è davvero una conquista!»</p>



<p>«Sì, è vero, ma ho avuto anche un ottimo insegnante».</p>



<p>«Chi è il tuo mentore?»</p>



<p>«Un uovo sodo… con tanta esperienza. Ha rughe profonde intorno agli occhi e sulla fronte, porta gli occhiali; però ha uno splendido sorriso di chi sa guardare la vita con equilibrio».</p>



<p>«Interessante! Cosa si dicono due uova, ma con cotture diverse?»</p>



<p>«L’uovo sodo mi ha detto di non farmi cuocere dalla vita, come è accaduto a lui. Mi ha detto che posso rimanere me stesso, con un tuorlo morbido e caldo, nutritivo, e che la mia timidezza è sensibilità e gentilezza, e che sono qualità. Inoltre, mi ha detto che non devo indurirmi troppo o, al contrario, darmi senza proteggermi».</p>



<p>«Caspita, dall’uovo sodo hai ricevuto parole importanti, un vero esempio da seguire».</p>



<p>«Sì! Ho iniziato a capire che gli altri possono starmi vicino anche se ho un tuorlo morbido e gentile».</p>



<p>«Sicuramente la gentilezza è una qualità. Non serve sempre urlare. Invece è utile imparare a mettere dei confini, ma ci vuole tempo e strada di vita macinata sotto i piedi. Cosa ne pensi, uovo all’occhio di bue?»</p>



<p>«Sì, esatto! L’uovo sodo mi ha detto che gli altri possono anche mangiare la mia parte bianca, l’albume, ma mai nessuno deve arrivare al tuorlo (nemmeno chi amo) e portarmi via l’energia che serve a me per vivere».</p>



<p>«Io direi per vivere la tua leggenda, cioè avere l’energia per sviluppare i tuoi talenti e fare il tuo viaggio».</p>



<p>«È vero! Oggi mi sento meno stanco e posso avere amici con cui condividere solo il mio albume e sentire comunque il loro affetto».</p>



<p>«Parli davvero con consapevolezza, caro uovo all’occhio di bue. Oggi ho imparato molto da te. Ti ringrazio!»</p>



<p class="has-medium-font-size">«Prego, sono felice di aver fatto per te ciò che l’uovo sodo ha fatto per me».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi sei? Sono un tappo di sughero. Sono un pesciolino viola.</title>
		<link>https://www.emanuelaspotti.it/la-vita-intrapsichica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Spotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 13:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Chi sei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;CHI SEI?&#8221; “Sono un tappo di sughero.” “Uao! Che vita fa un tappo di sughero?” “Galleggio, galleggio sempre, anche nell’oceano, dove le onde sono alte e fanno davvero paura. Ma io galleggio e guardo tutto solo da una prospettiva. La mia.” “Quale è la tua prospettiva?” “Io non provo emozioni come la gentilezza, la delicatezza, l’empatia. Io controllo tutto dall’alto. A me piace calcolare e razionalizzare ogni accadimento della vita.” “Ah, okkei ora forse inizio a capire. Fai un lavoro come l’ingegnere. Il matematico. Sei logico e razionale.” “Io controllo, e anche quando arriva una tempesta e mi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root"></div>

<h2 class="wp-block-heading has-text-align-left">&#8220;CHI SEI?&#8221; </h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1074" height="1048" src="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/05/Chi_Sei_storie-1.jpg" alt="" class="wp-image-3073" srcset="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/05/Chi_Sei_storie-1.jpg 1074w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/05/Chi_Sei_storie-1-300x293.jpg 300w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/05/Chi_Sei_storie-1-1024x999.jpg 1024w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/05/Chi_Sei_storie-1-768x749.jpg 768w" sizes="(max-width: 1074px) 100vw, 1074px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size">“Sono un tappo di sughero.”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Uao! Che vita fa un tappo di sughero?”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Galleggio, galleggio sempre, anche nell’oceano, dove le onde sono alte e fanno davvero paura. Ma io galleggio e guardo tutto solo da una prospettiva. La mia.”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Quale è la tua prospettiva?”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Io non provo emozioni come la gentilezza, la delicatezza, l’empatia. Io controllo tutto dall’alto. A me piace calcolare e razionalizzare ogni accadimento della vita.”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Ah, okkei ora forse inizio a capire. Fai un lavoro come l’ingegnere. Il matematico. Sei logico e razionale.”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Io controllo, e anche quando arriva una tempesta e mi cade addosso&nbsp; un pezzo di legno, io riemergo, perché il sughero galleggia, e controllo.”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Mi sembra una vita un po’ faticosa. Ti sei mai chiesto che forse vedere la vita solo dalla prospettiva del controllo ti fa perdere la magia? Le emozioni sono magiche e ti connettono intimamente a te stesso.”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Sì, ma anche molto costose e pericolose. Io non perdo tempo, e poi, anche se ci provo ad abitare gli abissi del fondale, non riesco: torno sempre a galleggiare.”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Qualcuno potrebbe pensare di te che sei un po&#8217; superficiale ? Magari nelle relazioni?”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Sì, mi è stato detto, ma preferisco rimanere di vedetta, concentrato sui miei obiettivi e non rischiare.”</p>



<p class="has-medium-font-size">“Credo di capire quello che dici, ma non esiste solo il fondale dell’oceano, dove abita il dolore. Esiste la luce, esistono orizzonti da scoprire, incontri da fare e tutto questo avviene se ti emozioni. Ma se il filtro è solo quello della mente, ovvero del controllo, ti perdi buona parte della vita. I colori e la libertà.”</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Io mi sento al sicuro così… oramai&#8230; credo che sia meglio così, non pormi domande.&#8221;</p>



<div style="height:45px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-left">&#8220;CHI SEI?&#8221;</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="897" src="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/05/Chi_Sei_storie-copia-1024x897.jpg" alt="" class="wp-image-3074" srcset="https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/05/Chi_Sei_storie-copia-1024x897.jpg 1024w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/05/Chi_Sei_storie-copia-300x263.jpg 300w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/05/Chi_Sei_storie-copia-768x672.jpg 768w, https://www.emanuelaspotti.it/wp-content/uploads/2025/05/Chi_Sei_storie-copia.jpg 1077w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400"><strong>&#8220;SONO UN PESCIOLINO VIOLA.&#8221;</strong></p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Uaoo! Dove vivi?&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Nei fondali dell’oceano, a 150 metri di profondità.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Caspita, ma c’è luce laggiù?&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;No, è nero pece.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Deve fare anche freddo.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Freddissimoooooooooo.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Mi spiace… e che sospirone. Ti posso aiutare?&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Non credo, sono abituato a stare qui.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Ma come vivi la sotto?&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Non me lo sono mai chiesto.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Ma non ti senti solo?&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Si, ma nessuno vuole stare con me.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Come mai, secondo te? Sei così bello, meriti d’essere ammirato. Le tue squamette hanno un colore viola intenso, incredibile.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Perché io sono triste, parlo poco o, meglio, parlo del mio dolore. Chi vuole stare con me qui sotto? Al buio, al freddo, ma dove c’è l’unica cosa che ho sempre avuto nella&nbsp; vita: il dolore.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Forse è proprio per questo che rimani così a lungo nel fondale, perché è la tua zona di comfort, è ciò che tu conosci e lo espandi senza nemmeno rendertene conto. Chissà se sei tu che non permetti agli altri di avvicinarti…&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Non lo so, forse sì, forse no. Gli altri sono minacciosi e cattivi.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Non tutti e se alzi lo sguardo c’è la mia mano: te la sto allungando da diverso tempo, ma tu stai guardando solo te stesso e non ti accorgi che sopra di te c’è, anche se in lontananza, la luce.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Forse è troppo forte per me.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Sicuramente è una vibrazione nuova che non conosci; ci sta che possa fare paura.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Sì, ma ti stavo dicendo che sono davvero solo e che il mio dolore è sinceramente straziante, una lacerazione che mi&nbsp; strappa le viscere e l’anima.&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size" style="font-style:normal;font-weight:400">&#8220;Capisco…conosci molto bene il fondale dove sei e forse lo espandi senza rendertene conto.&#8221;</p>
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